Negli ultimi anni una parte della destra sovranista europea ha rilanciato il concetto di reimmigrazione : l’idea che persone immigrate, anche se integrate o residenti da lungo tempo, debbano essere incoraggiate o costrette a tornare nei Paesi d’origine per preservare una presunta identità culturale nazionale. La proposta viene spesso presentata come difesa delle radici, della tradizione e della continuità storica dei popoli europei. Eppure proprio la storia antica, tanto spesso evocata dai movimenti identitari, racconta una realtà diversa. Greci e Romani non costruirono le loro civiltà chiudendosi all’esterno, ma attraverso continui incontri, migrazioni, contaminazioni e integrazioni. Come ricorda Maurizio Bettini nel suo libro Homo sum , l’antichità offre esempi sorprendenti di apertura verso lo straniero e di riconoscimento dell’umanità comune. La storia, insomma, sembra parlare una lingua assai diversa da quella della “reimmigrazione”. L’identità antica non era una fortezza Un...
Un popolo antico nel cuore dell’Africa australe Quando si pensa alla preistoria, si immaginano spesso gruppi umani che vivono di caccia e raccolta, spostandosi continuamente alla ricerca di risorse. Eppure, fino a tempi molto recenti, comunità organizzate secondo modalità simili sono realmente esistite e alcune continuano ancora oggi a conservare parte delle proprie tradizioni. Tra queste troviamo i Boscimani, popolazioni dell’Africa australe che per secoli hanno abitato le regioni aride del Kalahari. Studiare la loro storia non significa osservare un “fossile vivente”, come talvolta si è pensato in passato, ma comprendere come gruppi umani abbiano saputo adattarsi ad ambienti estremamente difficili sviluppando forme originali di organizzazione sociale, economia e spiritualità. Vivere dove la natura sembra ostile Il deserto e il semideserto del Kalahari rappresentano uno degli ambienti più impegnativi del pianeta. Le temperature possono variare enormemente tra il giorno e la notte...